Smettere di fumare è il desiderio di molti fumatori ma la sola forza di volontà, per quanto elemento indispensabile, non è sempre sufficiente per raggiungere l’obiettivo. Secondo alcuni studi infatti solo il 3% dei fumatori riesce a smettere da solo senza rivolgersi a un medico o a un centro di disassuefazione. Con questa Guida si vogliono fornire indicazioni ai fumatori di tabacco sul perché è importante smettere e su quali sono le strategie più efficaci per abbandonare la sigaretta. In particolare si cerca di rispondere ai seguenti quesiti:

 

1. Quali sono le sostanze tossiche che si trovano nel fumo di tabacco?
2. Quali sono i danni causati dal fumo di sigaretta?
3. Quali sono le strategie più efficaci per smettere di fumare?
4. Come si può prevenire negli adolescenti la dipendenza da nicotina?

Quali sono le sostanze tossiche che si trovano nel fumo di tabacco?

Nel fumo di sigaretta sono presenti tra le 4000 e le 5000 sostanze chimiche differenti. Le sostanze più nocive per la salute sono:
- la nicotina, alcaloide che si trova nella pianta del tabacco con forti proprietà psicoattive, è responsabile della dipendenza fisica e psicologica e dei danni a carico dell’apparato cardiovascolare;
- il catrame, che contiene sostanze cancerogene che si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie;
- il monossido di carbonio, gas che si forma dalla combustione della sigaretta responsabile di danni all’apparato cardiocircolatorio;
- le sostanze irritanti, responsabili dell’aumento del rischio di asma, bronchite cronica ed enfisema polmonare.

 Strategie per smettere di fumare - Figura 1

E’ vero che la nicotina agisce principalmente a livello del sistema nervoso centrale?

VERO. La nicotina agisce principalmente a livello del sistema nervoso centrale ma interviene anche sull’apparato cardiovascolare, gastrointestinale e sulle ghiandole esocrine. In particolare a livello del sistema nervoso centrale favorisce la liberazione di neurotrasmettitori responsabili della sensazione di benessere, rilassamento, riduzione del senso di fame e aumento delle capacità cognitive. Sul sistema cardiovascolare invece aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa; sul tratto gastrointestinale aumenta il tono e l’attività motoria, sulle ghiandole aumenta la secrezione salivare e bronchiale.
 
E’ vero che i fumatori in Italia sono in calo?
VERO. Dopo l’introduzione nel 2003 della legge anti fumo sono diminuiti i fumatori, particolarmente maschi: calo complessivo dell’8%, più marcato tra gli uomini (-10%) che tra le donne (-6,3%).
Secondo i dati ISTAT, nel 2012 in Italia, su 52,5 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni, i fumatori erano circa 11,5 milioni (21,9%), di cui 7 milioni di uomini (27,9%) e 4,4 milioni di donne (16,3%). I valori più alti per gli uomini si hanno tra i giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 35,9%; per le donne la classe con una prevalenza più alta è quella tra i 45 e i 54 anni, con una percentuale del 23,4%; la prevalenza tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni è del 20,7% (25,5% per i maschi e 15,6% per le femmine).

Quali sono i danni causati dal fumo di sigaretta?

L’assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa. Secondo i dati forniti dal Ministero della salute 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l’apparato broncopolmonare e quello cardiovascolare sono i più colpiti, basti pensare che secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della sanità il 90-95% dei tumori del polmone è causato dal fumo e che il fumo è il principale fattore di rischio per malattie respiratorie non neoplastiche (tra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva) ed è la principale causa di infarto e di malattie coronariche in uomini e donne.
La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione (anche passiva) al fumo di tabacco, è direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso.
Più precisamente sono determinanti:
- l’età di inizio;
- il numero di sigarette giornaliere;
- il numero di anni di fumo;
- l’inalazione più o meno profonda del fumo.

E’ vero che il fumo di tabacco nuoce all’apparato riproduttivo maschile e femminile?
VERO. Il fumo di sigaretta da una parte provoca nella donna una menopausa più precoce di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto il fumo altera la normale produzione di ormoni sessuali femminili, dall’altra nell’uomo favorisce il rischio di disfunzione erettile del pene. Secondo uno studio condotto in Massachusetts il fumo amplificherebbe il rischio di disturbi della funzione sessuale soprattutto negli uomini con malattie cardiovascolari. Sembra inoltre che nei forti fumatori si riduca l’elasticità del tessuto erettile e quindi la sua capacità di dilatarsi. Il fumo inoltre può interferire con la fertilità maschile riducendo la densità dello sperma, il numero e la mobilità degli spermatozoi.
 
E’ vero che fumare in gravidanza aumenta il rischio di aborto?
VERO. Il fumo in gravidanza incide in maniera negativa sulla fertilità, sull’impianto dell’ovulo e sullo sviluppo del feto aumentando così il rischio di aborto ma anche di parto prematuro e di danni di tipo fisico, emotivo e/o comportamentale nel nascituro. Gli studi hanno riportato un aumento del rischio di problemi respiratori come asma e tosse nei bambini nati da madri fumatrici.
 
E’ vero che il fumo di tabacco favorisce l’invecchiamento della pelle?
VERO. Il fumo di tabacco e in particolare la nicotina contenuta nelle sigarette è responsabile dell’invecchiamento precoce della pelle. La pelle appare con un colorito giallognolo o grigiastro e il processo di invecchiamento è più rapido. I denti tendono a macchiarsi e le gengive a infiammarsi e a ritirarsi.
 
E’ vero che il fumo di tabacco aumenta il rischio di morte?
VERO. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il fumo di tabacco è la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile. Ogni anno muoiono quasi 6 milioni di persone a causa dei danni da tabagismo, fra le vittime vanno segnalati oltre 600.000 soggetti che muoiono a causa del fumo passivo. Chi non fuma ha un’aspettativa di vita di ben 10 anni superiore rispetto ai fumatori.
 
E’ vero che chi fuma sigarette “leggere” non rischia i danni del fumo?
FALSO. Non esistono sigarette che non facciano male, tutti i fumatori dovrebbero smettere in qualunque momento, a qualunque età e qualunque tipo di sigarette essi fumino.
 
E’ vero che anche il fumo passivo è nocivo?
VERO. Numerosi studi hanno trovato sostanze cancerogene nel sangue e nelle urine di non fumatori esposti a fumo passivo. A lungo termine l’esposizione al fumo passivo aumenta di circa il 20-30% il rischio di sviluppare un tumore del polmone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa la metà dei bambini di tutto il mondo sono esposti al fumo ambientale prodotto dai fumatori adulti. In Italia, il 22% dei bambini tra i 13 e i 24 mesi d’età hanno una madre fumatrice, e circa la metà, il 52%, sono esposti a fumo di tabacco in casa. Sembra che i figli di madri fumatrici abbiano un aumento del rischio del 70% di avere malattie delle basse vie respiratorie rispetto ai bambini figli di madri non fumatrici. Secondo alcuni studi recenti l’esposizione al fumo passivo potrebbe favorire nei bambini la perdita dell’udito. I fumatori, se non riescono a smettere di fumare, dovrebbero almeno evitare di fumare negli stessi ambienti in cui vivono soggetti non fumatori, soprattutto se questi sono bambini.

 

Quali sono le strategie per smettere di fumare?

Vincere la dipendenza da nicotina con la sola forza di volontà è possibile ma non è un’impresa semplice. Secondo alcuni studi sembra che solo il 3% della popolazione riesca a smettere di fumare grazie solo alla forza di volontà. Su tutto il territorio italiano sono distribuiti quasi 400 Centri antifumo che aiutano a smettere di fumare, inoltre il fumatore può chiedere consiglio a tutti gli operatori sanitari in qualunque occasione. Le strategie più utilizzate per smettere di fumare sono:
- il counselling individuale;
- la terapia di gruppo;
- la prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina;
- i farmaci per la disassuefazione.
Tutti questi interventi hanno mostrato di essere efficaci anche se i migliori risultati a lungo termine sono quelli che si raggiungono con trattamenti misti in cui le terapie farmacologiche sono associate a interventi psicologici.

E’ vero che c’è un test per capire quanto forte è la propria dipendenza dal fumo?
VERO. E’ il test di Fagerstroem, che attraverso 6 semplici domande valuta il grado di dipendenza dalla nicotina. Le domande sono: “Dopo quanto tempo dal risveglio accende la prima sigaretta?”, “Fa fatica a non fumare in luoghi in cui è proibito?”, “Quale sigaretta le piacerebbe maggiormente non fumare?”, “Quante sigarette fuma al giorno?”, “Fuma più frequentemente durante la prima ora dal risveglio che durante il resto del giorno?”, “Fuma anche se è così malato da passare a letto la maggior parte del giorno”. A ogni risposta corrisponde un punteggio, la somma dei quali consente di definire la dipendenza da lieve a molto forte.
 
E’ vero che la terapia farmacologica si basa su prodotti che rilasciano nicotina?
VERO/FALSO. Una delle terapie farmacologiche più usate si basa sulla somministrazione di prodotti (per esempio gomme da masticare, cerotti transdermici, compresse) che rilasciano nicotina. Obiettivo di questa terapia è quello di fornire all’organismo la nicotina che non viene assunta con le sigarette così da compensare la dose che viene a mancare. In genere questa terapia è consigliata a chi fuma almeno 10 sigarette al giorno, ha già provato a smettere ma ha avuto crisi di astinenza forti. Chi assume la terapia sostitutiva deve assolutamente evitare di fumare per evitare danni di accumulo da nicotina. I prodotti che rilasciano nicotina sono disponibili in farmacia come farmaci da banco, possono quindi essere acquistati senza bisogno di ricetta medica. Si consiglia tuttavia prima di acquistarli di rivolgersi al medico o a un centro specializzato nella disassuefazione da fumo per avere un consiglio nello scegliere la formulazione e il dosaggio più indicato in funzione delle proprie caratteristiche e abitudini al fumo.
La terapia sostitutiva non è l’unica terapia farmacologica disponibile per la disassuefazione dal fumo. In casi particolari può essere raccomandata la terapia con bupropione oppure con vareniclina farmaci rispettivamente in grado di ridurre i sintomi dell’astinenza da nicotina e il desiderio della sigaretta. Bupropione e vareniclina devono essere prescritti dal medico.
 
E’ vero che la terapia farmacologica dovrebbe essere affiancata a una terapia psicologica?
VERO. Le prove disponibili sostengono che i migliori risultati a lungo termine sono quelli che si raggiungono con trattamenti integrati in cui le terapie farmacologiche sono associate agli interventi psicologici. Le terapie psicologiche si basano su interventi di counselling individuale o di gruppo volti ad aiutare la persona a superare situazioni di crisi.
 
E’ vero che gli studi più recenti hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche?
FALSO. Non è ancora chiara l’efficacia e la sicurezza delle sigarette elettroniche. Gli studi attuali non sono in grado di escludere danni associati alle sigarette elettroniche.
 
E’ vero che per le donne fumatrici gravide sono previsti interventi di counselling personalizzato?
VERO. Per le donne fumatrici gravide si raccomanda un intervento di counselling personalizzato e la distribuzione di materiale di auto-aiuto. La cessazione del fumo in qualsiasi momento durante la gravidanza può comportare notevoli benefici per la salute della donna e del nascituro. Ci sono prove limitate per determinare la sicurezza e l’efficacia della terapia farmacologica durante la gravidanza.
 
E’ vero che è sempre preferibile smettere di fumare da un momento all’altro senza ridurre progressivamente il numero di sigarette?
FALSO. La scelta su come smettere di fumare, se in modo netto o in modo graduale, dipende dal singolo caso e dal grado di dipendenza fisica e psicologica. Quando si matura la convinzione di smettere è bene definire una data precisa e rispettarla. Man mano che ci si avvicina a questa data si può provare a scalare via via le sigarette eliminando quelle che sono superflue.
 
E’ vero che smettendo di fumare si aumenta di peso?
VERO. Il metabolismo della persona che fuma è più accelerato per via degli effetti della nicotina, quando si smette quindi l’organismo deve ritrovare un nuovo equilibrio. E’ frequente quindi riscontrare un aumento di 2 o 3 kg nei soggetti che smettono di fumare. Il peso in genere si ristabilisce però nell’arco di 6 mesi e soprattutto i benefici sulla salute che si ottengono smettendo di fumare sono di gran lunga superiori agli eventuali effetti negativi di un modesto incremento di peso. Quando si decide di smettere di fumare si consiglia di modificare il proprio stile di vita programmando nell’ambito delle attività quotidiane anche lo sport. Fare attività fisica da un lato migliora il metabolismo e dall’altro aiuta a controllare l’inquietudine e lo stress che si prova quando si sta cercando di smettere di fumare.

 

Come si può prevenire negli adolescenti la dipendenza da nicotina?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni giorno tra gli 80.000 e i 100.000 giovani iniziano a fumare. Le ragioni per cui i ragazzi cominciano a fumare sono molteplici:
- per sentirsi più inseriti nel gruppo di amici;
- come gesto di ribellione;
- perché sono convinti di poter smettere quando vogliono.
Secondo la comunità scientifica la promozione di campagne di comunicazione tra pari all’interno della scuola è la via più efficace per la prevenzione della dipendenza da nicotina tra gli adolescenti. Non va tuttavia trascurato il ruolo dei genitori che dovrebbero cercare di star vicino ai propri figli instaurando un dialogo costruttivo in modo da capire perché il proprio figlio ha iniziato a fumare.
Il buon esempio è un altro metodo di prevenzione efficace, sembra infatti che il fumo in adolescenza sia più comune tra i figli di genitori fumatori.

E’ vero che le campagne di comunicazione sono efficaci per incentivare a smettere di fumare?
VERO. I dati sull’efficacia degli interventi dimostrano che l’educazione a livello scolastico rappresenta la prima strategia che le istituzioni dovrebbero adottare per prevenire comportamenti scorretti. Diversi studi dell’OMS dimostrano che l’aumento del prezzo dei prodotti a base di tabacco è un deterrente contro il fumo: un incremento del prezzo del 10% porta a una riduzione del 4-8% nel numero dei fumatori.
 
E’ vero che le normative che vietano il fumo di sigaretta nei luoghi pubblici aiutano a far smettere di fumare?
VERO. I divieti e le norme restrittive sull’uso di sigarette sono azioni politiche che si riflettono sulla salute della popolazione. L’esempio più importante in Italia è dato dall’applicazione della legge 3/2003 che, regolamentando il fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro, ha portato alla riduzione dei fumatori e salvaguardato la salute nei luoghi pubblici dei non fumatori.

 

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